Il metodo
Tripnosi
La vita è un viaggio sotto ipnosi: o piloti, o sei pilotato.
Tre approcci integrati sul funzionamento non ordinario della mente, che permettono un cambiamento in tempi molto brevi.
Qui va il video in cui Andrea Cirelli spiega il metodo.
Da girare.
Che cos'è la Tripnosi, e perché si chiama così
Tripnosi è un termine volutamente provocatorio. Il nome richiama la parola inglese trip, che significa viaggio, ma che nel linguaggio comune viene spesso associata anche a un viaggio allucinatorio, a uno stato alterato della percezione. Questa scelta non è casuale.
Dopo anni di studi, ricerca e confronto con psicologi, medici, psicoterapeuti e psicoanalisti, è emersa una constatazione tanto semplice quanto sorprendente: molte persone vivono la propria esistenza senza esserne realmente protagoniste. Pur credendo di scegliere liberamente, spesso agiscono attraverso automatismi, condizionamenti inconsapevoli e schemi percettivi che orientano pensieri, emozioni e comportamenti.
La Tripnosi descrive proprio questa condizione: uno stato in cui l'essere umano vive come se fosse guidato da programmi automatici, allontanandosi da ciò che favorirebbe naturalmente il proprio benessere, la propria armonia interiore e una migliore qualità della vita.
Se fossimo completamente liberi da questi automatismi, la direzione sarebbe spontanea. Come scriveva Tolstoj, «chi è felice ha ragione». L'essere umano tenderebbe naturalmente verso ciò che lo fa crescere, lo realizza e lo rende più vivo.
L'albero e la foresta
Per comprendere questo concetto può essere utile osservare la natura. Un albero cerca naturalmente la luce, sviluppa le proprie radici, cresce verso la massima espressione di sé. Non deve essere convinto a farlo: segue la propria natura.
Ma la botanica moderna ci mostra qualcosa di ancora più sorprendente. Gli alberi non vivono isolati. Attraverso le radici, i funghi del sottosuolo e altri sistemi di comunicazione biologica, sono in grado di scambiarsi informazioni e segnali anche a distanza. Se una parte della foresta viene attaccata o danneggiata, altri alberi possono attivare meccanismi di difesa ancora prima di essere direttamente coinvolti.
La natura ci mostra quindi un principio fondamentale: massima espressione di sé e cooperazione non sono opposti, ma complementari. Ogni albero cresce verso la propria rigogliosità, ma allo stesso tempo partecipa a una rete più ampia di connessioni.
La Tripnosi nasce per studiare e comprendere i meccanismi che ci allontanano da questa naturale direzione evolutiva. Il suo obiettivo è aiutare le persone a riconoscere gli automatismi inconsapevoli che limitano la libertà di scelta, favorendo una maggiore consapevolezza di sé, delle proprie relazioni e delle dinamiche che influenzano la qualità della vita.
Il disallineamento fra ciò che siamo e ciò di cui abbiamo bisogno
Alla base del modello vi è l'osservazione di un fenomeno molto diffuso nella società contemporanea: il progressivo disallineamento tra la persona e le sue esigenze emotive profonde.
Con esigenze emotive profonde si intendono quei bisogni autentici che, quando vengono riconosciuti e soddisfatti, favoriscono benessere, armonia interiore e qualità della vita. Il criterio che permette di distinguere ciò che è realmente funzionale per la persona non è di natura teorica o ideologica, ma eminentemente esperienziale: ciò che conduce a una vita più piena, soddisfacente e appagante rappresenta un indicatore concreto di autenticità.
Quando una persona si allontana dalle proprie esigenze emotive profonde, tende progressivamente a costruire una visione distorta di sé stessa, degli altri e del mondo. Nasce così una condizione di disconnessione interiore che può manifestarsi attraverso insoddisfazione, disagio emotivo, conflitti relazionali o una sensazione persistente di mancanza di significato.
Già Freud osservava come una larga parte della sofferenza psicologica fosse riconducibile ai conflitti tra i bisogni autentici dell'individuo e i condizionamenti interiorizzati nel corso della vita. Aspettative familiari, modelli educativi, norme sociali e sistemi di credenze possono contribuire alla costruzione di una struttura mentale che finisce per allontanare la persona da ciò che sente realmente.
Il primo passo verso il cambiamento consiste proprio nel riconoscere l'esistenza di questa lente e iniziare ad ascoltare ciò che accade dentro di sé. Non si tratta di creare qualcosa di nuovo, ma di recuperare un dialogo con una parte già presente della propria esperienza interiore.
Gli autoinganni e i circoli viziosi
Molte delle difficoltà che l'essere umano incontra non derivano dalle proprie emozioni, ma dal modo in cui cerca di gestirle. Quando una persona entra in conflitto con la propria emotività, tentando di controllarla, reprimerla o imbrigliarla, finisce inevitabilmente per entrare in conflitto con sé stessa: le emozioni non sono un elemento estraneo, ma una parte fondamentale della sua identità più profonda.
Da qui nasce il concetto di autoinganno. L'autoinganno si manifesta quando una strategia che inizialmente sembra proteggerci finisce per produrre l'effetto opposto: ciò che viene percepito come una soluzione diventa progressivamente parte del problema.
La prospettiva strategica ha studiato ampiamente questi meccanismi attraverso il concetto di tentate soluzioni disfunzionali: l'eccesso di controllo, la continua richiesta di rassicurazioni, il bisogno costante di aiuto, il vittimismo, lo sfogo compulsivo. Più una strategia inefficace viene ripetuta, più il problema tende a consolidarsi, generando i circoli viziosi che coinvolgono la relazione con sé stessi, con gli altri e con il mondo.
Uno degli obiettivi principali della Tripnosi consiste proprio nello svelare questi autoinganni e rendere visibili i meccanismi che mantengono il disagio. Il lavoro non consiste semplicemente nell'eliminare i sintomi, ma nel comprendere il significato dei meccanismi che li generano.
Il negoziato con l'inconscio
Uno degli aspetti più innovativi del modello riguarda il concetto di negoziato con l'inconscio.
Se gran parte della tradizione psicologica ha contribuito a dimostrare l'esistenza di processi inconsci che influenzano il comportamento umano, alcune linee di ricerca hanno aperto una prospettiva ulteriore: la possibilità non soltanto di riconoscere l'inconscio, ma di sviluppare con esso una forma di dialogo e di interazione consapevole. Il rapporto con l'inconscio non viene considerato come un semplice oggetto di osservazione, ma come una risorsa attiva con cui entrare progressivamente in relazione.
Attraverso il lavoro sull'ipnosi dinamica e sulle metodologie che la integrano, la persona viene accompagnata nell'esplorazione di dimensioni interiori spesso poco conosciute, entrando in contatto con risorse, intuizioni e potenzialità che normalmente rimangono al di fuori della consapevolezza ordinaria.
Il dialogo con l'inconscio può favorire l'accesso a stati di particolare presenza, lucidità e coinvolgimento esistenziale, talvolta descritti dalla psicologia come peak experiences. L'obiettivo non è alimentare credenze o promesse straordinarie, ma promuovere un'indagine seria sulle potenzialità ancora poco esplorate dell'essere umano, mantenendo un equilibrio tra apertura alla ricerca, verifica dell'esperienza e rigore nell'osservazione dei fenomeni.
Dove si impara
Il metodo si studia nella scuola di eLife, l'associazione di promozione sociale che ne cura la formazione: dai workshop di una giornata al percorso biennale per diventare eLife Coach.
I percorsi della scuola